domenica 7 maggio 2017

All'imbrunire, ovvero tra il giorno e la notte


Potremmo sempre chiedere al malintenzionato che si sia introdotto in casa nostra di pomeriggio quale significato dare al termine “ovvero”: in senso disgiuntivo (col valore di o, oppure) o invece in senso esplicativo (col valore di cioè, vale a dire)? Poniamo che parli la nostra lingua e abbia letto Beckett. In senso esplicativo sostiene con fermezza il ladro. In senso disgiuntivo opponiamo noi che abbiamo recepito la precisazione di David Ermini: «Ovvero è una disgiuntiva per cui o in tempo di notte o (sempre) quando c'è intrusione con violenza su cose o persone o minaccia o inganno». E però, osserva il ladro – che nel frattempo si sarà accomodato in salotto accendendosi una sigaretta –, la spiegazione offerta dall’Accademia della Crusca, a proposito del significato di ovvero, si chiude così: «Non è impensabile che, in certi casi difficili, quest’ambiguità possa anche dar luogo a lunghe cavillazioni giuridiche». A tal riguardo, discetta l’ospite – disegnando nuvolette di fumo e lasciando cadere distrattamente la cenere sul tappeto persiano –, non mancano precedenti giurisprudenziali come quello a proposito di un passaggio del cosiddetto Decreto Ronchi del 1997. In tal caso la Cassazione si trovò a dover decidere tra le «due letture del termine ovvero ritenuto da una parte della dottrina quale disgiuntivo e da altro indirizzo come esplicativo». La sentenza 4957 del 21 gennaio 2000 stabilì — contro le intenzioni di chi aveva redatto il testo — che quell’ovvero era «da intendersi in senso esplicativo». Carta canta e villan dorme. A quel punto della discussione non ci resta che pattuire con l’intruso il prezzo da pagare per il suo disturbo, anche perché s’è fatto tardi e rischiamo di trovar chiuso il supermercato per la spesa. È sul quantum che la disputa si fa accesa poiché nel frattempo stanno scendendo inesorabili le prime ombre della sera e il ladro sostiene, non senza motivo dal suo punto di vista, che la tariffa notturna scatta già all’imbrunire, ovvero sul far della sera. Eh no, replichiamo piccatissimi, la sera è intesa convenzionalmente dopo il tramonto, ovvero fra la cena e la mezzanotte …

3 commenti:

  1. Divertentissimo!
    Saluti da delhy
    Silvana

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  2. È più forte di noi: siamo Levantini e Bizantini.
    Vogliamo fregare il prossimo e, al contempo, dimostrargli che non lo stiamo facendo.

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