sabato 9 novembre 2013

Hanno sottostimato la nostra resistenza


Il mondo antico aveva perso ogni fiducia nel suo destino e si consegnò alle dottrine semplici e chiare dell’oriente, soprattutto il mitraismo e il cristianesimo, tra loro concorrenti. Anche il nostro mondo ha perso ogni fiducia sul proprio destino e le ingenue certezze delle religioni non rassicurano più, funziona molto meglio la fabbrica delle illusioni spettacolari.

Dov’è finita la delicata genuinità del sentimento umano che chi non è più giovane ricorda ancora? È stata sopraffatta da un mondo umanizzato a metà, soddisfatto dei più gagliardi e vani godimenti avvolti in confezioni di pseudo prestigio. La nostra libertà, tanto reclamizzata, la nostra cultura, tanto celebrata, in realtà sono dei surrogati del totalitarismo che chiamano mercato.

Predomina il culto del subrazionale, l’esibito atteggiamento nichilista, la rarefazione del ragionamento (cazzo vuoi ragionare su twitter e altri bassifondi della stupidità?), insomma rapporti tra extraterrestri. L’ultima virtù riconosciuta, anzi ininterrottamente solleticata, è quella di consumare, soddisfare la libidine di novità, a patto di subordinarci a tutto il resto, cioè di pagarne il prezzo.



Come la miserabile scrittura cinese ha bisogno di quarantamila ideogrammi tra cui scegliere per esprimere un pensiero, allo stesso modo abbiamo bisogno di un’infinità di feticci tra cui scegliere per riempire il vuoto delle nostre vite. Non sono pochi ormai quelli di noi che sospettano come questo tipo di vita, sebbene soggettivamente reale, sia invece una totale illusione, il prodotto di decisioni sulle quali non abbiamo il minimo controllo. E tuttavia siamo spaventati dalle scelte che altrimenti dovremmo fare, e ognuno tende a costruire per sé il proprio effimero rifugio coatto (*).

E sempre di più sono le persone coscienti che la politica quale mediazione è una grandissima presa per il cesto, utile per tenerci buoni, e però per gli stessi motivi, per le stesse paure abilmente alimentate, nulla ancora riesce a farci convinti di dover essere anzitutto contro questo tipo di falsa mediazione, e siamo ancor meno propensi a credere alla necessità e possibilità di una rivoluzione sociale come rivoluzione totale.

Per far questo sono necessari determinati atti politici, pure piccoli e magari minuscoli, quasi invisibili, e ognuno di noi questi atti può intenderli e impersonarli in vario modo. Poi, immancabilmente, ti sentirai biasimare: ma per quale motivo corri dietro a queste cazzate, pensa a come sprechi il tuo tempo quando invece potresti passeggiare, mano nella mano con i tuoi cari, sul lungomare al tramonto.

Usano questi dubbi come il filo spinato.


(*) Leggo questa notizia riportata dal Il Sole 24 ore, ognuno l’interpreti come vuole:


Il vicedirettore generale della Commissione Deroose [commissione Affari economici della UE] ha indicato la necessità di aumentare l'attenzione alla competitività dei paesi, il responsabile Bce Klaus Masuch ha ammesso che la Troika ha "sottostimato" la resistenza dei gruppi sociali più agiati.

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