mercoledì 26 luglio 2017

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Se hai l’avventura di nascere in una famiglia non abbiente, e soprattutto se hai la sfiga di vivere negli Stati Uniti, la tua aspettativa di vita sarà più bassa rispetto a quella in molti paesi occidentali. Per varie cause, non ultime quelle relative allo stile di vita e all’assistenza sanitaria. Per quanto riguarda il sistema sanitario americano questo studio comparativo è illuminante.




Nuove leggi in corso di approvazione prevedono tagli alla spesa per il sistema Medicaid federale di 772 miliardi di dollari in 10 anni, ossia più del 30 per cento. L'obiettivo è quello di privatizzare e, infine, smantellare i programmi di riforma sociale di base risalenti agli anni Trenta e Sessanta, inclusi Medicare e Social Security. In tutto ciò una notizia curiosa: l’abuso e il sovradosaggio di farmaci e oppiacei sono oggi la causa principale di morte per gli statunitensi sotto i 50 anni. Contraddizioni di una società classista dominata dal capitale. 

martedì 25 luglio 2017

Giliolate di mezza estate



Dopo un inverno con nevicate “eccezionali veramente”, ci voleva un’estate di siccità e incendi (salvo che in Corsica), alla quale potrebbe seguire una stagione con eccezionalità opposta (senz’alberi con la pioggia le colline arriveranno al mare).

Senza contare un’altra calamità, ossia che tra meno di un anno Berlusconi rischia di vincere le elezioni o quantomeno di accreditarsi la vittoria. Tutta colpa dell’astensione che ingoia la sinistra, sostiene Gilioli, e allora vincerà la destra, “per abbandono, per stanchezza, per noia, per sconforto”. Ma non mancano, tra gli astensionisti, i “decisi e gli assertivi”. Da escludersi a priori che per i “decisi”, fascia in via di assottigliamento (sostiene il Pereira dell’Espresso), si possa trattare di una scelta politica ben precisa.


Se il buon Gilioli fosse nato dieci anni prima, poi nell’autunno del nostro scontento al massimo si sarebbe beccato una multa per affissione abusiva. Me lo vedo a spinare birra alle feste dell’Unità con la maglietta del Che. Gilioli è disposto a votare “chiunque” (indimenticabile a suo tempo l’endorsement ad Ingroia). L’importante che non vinca la destra, dice. Quale destra, Gilioli? La stessa che ha governato negli ultimi vent'anni e che sta portando nuovamente al successo Berlusconi?

Avanzi



Perché l'Italia non si ferma.





lunedì 24 luglio 2017

H2O



Come solito ha ragione Mario Tozzi. Dico seriamente: ma perché uno come lui non lo facciamo a furore di popolo presidente del consiglio? E del resto, in attesa di una specifica direttiva della UE, dobbiamo prendere in considerazione la necessità di allinearci a certi parametri degli altri paesi europei. Motu proprio dobbiamo rinunciare al bidet, quantomeno d’estate, soprattutto da Roma in giù.

Anche la precettistica cattolica ha sempre guardato con sospetto a tanto impegno igienico. Un manuale intitolato Tesoro delle giovinette, in uso fino a qualche decennio or sono, prescriveva non solo di limitare ma addirittura di evitare lavacri di pulizia intima nel timore che la pratica assumesse carattere di offesa al pudore.

Ma anche personaggi insospettabili del bel tempo che fu ebbero orrore dell’acqua. Si pensi che Balzac, nel 1837, s’era rintanato nell’appartamento degli amici Guidoboni-Visconti, sugli Champs-Elysées, e in un mese aveva scritto La femme supérieure; per portare a termine il libro in così poco tempo egli non si era raso la barba, né si era lavato, né cambiato. Alla fine decise di fare un bagno, ma in una lettera scrisse di temere che quel bagno avrebbe potuto indebolirlo!

Malgrado la persistente diffidenza dei medici e le precauzioni suggerite dagli igienisti, si andranno affermando i canoni dell’estetica e della cosmesi. Un fenomeno di costume che diventerà di mercato. Aristocratici e borghesi tendevano infatti a distinguersi dai proletari (Sue, Balzac, Hugo, delineavano personaggi angustiati dalla povertà che erano costretti a economizzare sui rifornimenti dei secchi d’acqua) proprio per la pulizia e per una igiene scrupolosa. Vediamo.


Si incominciavano a raccomandare almeno lavaggi parziali. I piedi dovevano essere lavati ogni otto giorni (Courtin De Chantal, Nouveau traité de civilité, 1750); i capelli ogni due mesi (L’omnibus de la toilette, 1828); i denti almeno una volta alla settimana (H. Raisson, Code de la toilette, 1828). Superfluo dire che possedere una vasca da bagno era segno di estrema eleganza e originalità.

Immaginiamoci dunque i salotti del bel mondo d’allora, frequentati dai più celebri letterati, artisti, filosofi e bon vivant, dove si disquisiva dei massimi sistemi e s’intrecciavano liaisons dangereuses (per la salute!), e mettiamoli idealmente in collegamento con lo stato della loro … toilette.

domenica 23 luglio 2017

L'ultimo principe


Oggi ricorre il 60° anniversario della morte di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore del noto romanzetto mai troppo riletto e mai troppo compreso. Il Domenicale non ne fa cenno, e ciò non deve stupire con questi chiari di luna. Del capolavoro viene citata, soprattutto da parte di chi non l’ha nemmeno sfogliato, una frasetta divenuta celeberrima. Ben altre frasi e riflessioni andrebbero incise su marmo, soprattutto quelle racchiuse nella IV parte.